Tutto, tranne la soffitta.
Alla fine, più inquieto che curioso, scesi alla cassetta degli attrezzi e presi un cacciavite. Ci volle un po’ di fatica, ma alla fine riuscii a forzare la vecchia serratura.
Nell’istante in cui aprii la botola della soffitta, un odore forte e stantio si sprigionò. Era l’odore di carta vecchia, come di libri sigillati per decenni, ma sotto c’era qualcosa di più pungente, metallico, che mi fece venire un nodo allo stomaco.
Ho acceso la torcia e sono entrato.
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