Erano passati vent’anni.
La bancarella era ancora lì. La tenda si stava scolorendo sempre di più. La pentola era sempre più ammaccata. Valentina era più vecchia, più lenta, le mani irrigidite dalle mattine fredde. Ma ogni sera si fermava nello stesso punto, mescolando la zuppa e servendola a chiunque passasse.
Non aveva famiglia. Nessun risparmio. Nessuna aspettativa.
Finché una sera, il silenzio calò sulla strada.
Tre supercar nere si fermarono davanti alla sua bancarella.
I motori si spensero quasi simultaneamente.
I pedoni rallentarono. Qualcuno si fermò di colpo. Un mormorio si diffuse nell’aria.
Tre uomini ne uscirono.
Alti. Ben vestiti. Sicuri di sé. Il tipo di uomini che sembravano usciti dalle copertine delle riviste, non da un quartiere dimenticato vicino a una bancarella di cibo.
Ma nel momento in cui videro Valentina…
Tutto in loro cambiò.
Si avvicinarono alla bancarella e si fermarono.
Poi, uno dopo l’altro, si inginocchiarono sul marciapiede. «Sei tu», disse uno di loro a bassa voce.

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