Rimase immobile, fradicia, stringendosi la pancia, con lo shock e il dolore dipinti sul volto.
Proprio in quel momento la porta d’ingresso si aprì.
Entrò e si bloccò di colpo.
Davanti a lui c’erano sua madre, che stringeva ancora il secchio, e sua moglie, tremante, bagnata e scossa, con gli occhi spalancati per l’incredulità. Per una frazione di secondo, il tempo sembrò fermarsi.
Poi si mosse.
Posò lentamente la borsa. Senza gridare, senza farsi prendere dal panico, pronunciò il nome di sua madre, con voce ferma e abbastanza alta da far piombare nella stanza un silenzio pesante e soffocante.
Si fece avanti, le prese il secchio dalle mani con calma fermezza e lo mise da parte. Poi si rivolse alla moglie. Si tolse la giacca e gliela avvolse delicatamente intorno alle spalle, stringendola in un abbraccio che parlava più forte di qualsiasi discussione.