Fu in quel momento che iniziò a comparire.
Ogni sera, poco prima che il reparto andasse a dormire, un infermiere veniva a trovarmi. Si prendeva il suo tempo. Con voce calma e sommessa, mi chiedeva come stessi, se desiderassi qualcosa da bere e se potessi riposare. A volte mi sistemava la coperta o il cuscino. Altre volte si limitava a rimanere lì un attimo più del necessario, come se volesse accertarsi che stessi davvero bene.
“Affronta un giorno alla volta”, diceva sempre.
“Sei più forte di questo momento.”
“La guarigione non è una gara. Stai andando bene.”