Pensava di cacciare la nuora dopo il funerale — poi il notaio lesse la busta avorio-ngan2

Il cancello era fermo a metà quando Teresa capì che quella telefonata non era una telefonata normale.

La pioggia batteva sul telecomando che teneva ancora sollevato. Una goccia le scivolò lungo il bordo del polsino nero, ma lei non abbassò la mano. Dietro di lei, nell’ingresso illuminato, Riccardo aveva smesso di guardare il pavimento.

Io tenevo il telefono contro l’orecchio e la busta avorio nell’altra mano.

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L’avvocata Marta Leone non alzò la voce.

«Signora Ferri, mi ascolti con attenzione. Non consegni quella busta a nessuno. Non rientri da sola. Io sono già in studio con il notaio Bellandi.»

Teresa fece un passo avanti.

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