Non sporcizia.
Non è follia.
Non una sconfitta.
Ho visto il controllo.
Intelligenza.
Una calma pericolosa.
I suoi occhi non appartenevano a un uomo distrutto.
Appartenevano a qualcuno che fingeva di esserlo.
Si sporse leggermente in avanti, quel tanto che bastava perché nessun altro potesse sentire.
E con voce bassa e ferma, per niente simile a quella di un mendicante, sussurrò:
—“Non piangere, Clara. Resisti ancora trenta secondi… perché oggi non sarò io il primo a inginocchiarmi.”
Mi sono bloccato.
Quella voce…
Non era la voce di un uomo che aveva perso tutto.
Era la voce di qualcuno che dava ordini.
—“Cosa…?” Trattenni a stento il respiro.
Non mi ha guardato.
—“Non reagire. Respira e basta. E qualunque cosa accada… non dire che mi conosci.”
Il mio cuore batteva all’impazzata.



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