La prima mattina
Era l’inizio di settembre, l’aria ancora tiepida per gli ultimi giorni d’estate, quando ventitré entusiasti alunni di prima elementare irruppero nell’aula 12, le loro voci che si sovrapponevano per l’eccitazione mentre cercavano volti familiari e i loro posti preferiti. I nuovi zaini rimbalzavano sulle piccole spalle e i portapranzi sbattevano sui banchi mentre i genitori si soffermavano sulla soglia, salutando con la mano. Tutti notarono Lila, anche se non per i motivi per cui i bambini di solito si notano l’un l’altro.
Entrò silenziosamente nella stanza, scegliendo un posto in fondo come se sperasse di non essere vista affatto. I suoi vestiti le stavano larghi sulla figura esile, di diverse taglie più grandi, e le sue scarpe da ginnastica erano consumate ai bordi. Aveva i capelli arruffati e quel solito profumo tenue, non invadente ma inconfondibile, le aleggiava addosso mentre sedeva immobile con le mani giunte in grembo.