Ricordava tutti gli strani comportamenti della figlia. Una mattina decise di agire. Controllò le telecamere di sicurezza della casa, chiamò il tecnico: “Voglio vedere tutte le registrazioni degli ultimi giorni”. E lì vide tutto: il vestito troppo corto, gli sguardi, gli ingressi nella stanza, le provocazioni e, soprattutto, vide l’esatto momento in cui Maria baciò Raul prima di urlare.
Raquel scoppiò in lacrime e chiamò sua figlia. “Vieni qui, siediti e guarda questo.” E le mostrò i video.
Silenzio. Poi Maria scoppiò in lacrime. “Perdonami, mamma. Ero gelosa. Non volevo perderti. Mi hai portato via la felicità, la dignità. Vattene da casa mia. Ti ho adottata con amore, ma quello che hai fatto non posso perdonarlo. Non sei più mia figlia.”
Raquel cambiò la serratura, bloccò il suo numero e prese una decisione. Prese il telefono e compose il numero di Raul. Nessuna risposta. Gli mandò un messaggio, poi un altro, poi lo richiamò, niente. E poi ricevette una notizia. Raul era all’aeroporto, in procinto di lasciare il paese con le lacrime agli occhi. Raquel corse più veloce che poté all’aeroporto.