Ma Raquel vedeva solo una cosa: il rispetto di Raúl.
E lei disse di sì. Si infilò l’anello. Le lacrime le rigavano le guance rugose. Lui l’abbracciò. Il mondo intorno a loro si offuscò, ma nella mente di Raúl una domanda lo tormentava come veleno. “La amerei se fossi povero?” Si torturava, ma in fondo sapeva di sì, che la amava.
Un giorno decise di presentarla alla sua famiglia. Sua madre, ormai guarita, viveva in una casa che Raquel aveva acquistato. Le sorelle di Raúl erano entusiaste.
“La fidanzata di nostro fratello è qui. Nostra cognata sarà bellissima.”
L’auto si fermò. Raquel scese, elegante come una regina, e all’improvviso, silenzio.
Le sorelle di Raúl rimasero pietrificate. “Chi è lei?”
Raúl sorrise goffamente.
“No. Vi presento Raquel, la donna della mia vita.”
«Cosa?» gridò la sorella minore.
“Sei pazzo? Ci porti una vecchia come fidanzata? Che mancanza di rispetto!”
Raúl urlò: “Lei si merita di meglio dei tuoi insulti”.
Ma lei continuò.
“Non puoi nemmeno avere figli. Noi vogliamo nipoti maschi e femmine. Ti stai rovinando la vita, fratellone.”
Raquel uscì di casa in lacrime, salì in macchina e scomparve.
Raúl tentò di raggiungerla, ma era troppo tardi.