Mio padre mi ha mandato un’altra email dopo quell’episodio. Non conteneva scuse, solo rabbia.
Caroline ne ha mandato un altro.
Ero nel mio ufficio quando è arrivato. Una singola riga campeggiava al centro dello schermo:
Tu sei sempre stata la figlia. Io ero solo quella obbediente.
L’ho letto due volte.
Poi ho chiuso il messaggio e ho guardato attraverso la parete di vetro del mio ufficio: scienziati che si spostavano tra i laboratori, persone che lavoravano senza paura, un’azienda quasi sepolta dall’orgoglio di mio padre.
Non ho mai risposto.
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