La morte di Nahel e il premio di 1,6 milioni di euro: denuncia presentata contro il polemista Jean Messiha

17 anni, ha deciso di sporgere denuncia contro il polemista di estrema destra Jean Messiha, che ha avviato una raccolta fondi a sostegno della famiglia del poliziotto che ha sparato il colpo fatale.

Shock, indignazione, rabbia, tristezza… Tutta la Francia è stata scossa da disordini e polemiche dopo la morte del diciassettenne Nahel a Nanterre, il 27 giugno 2023. Una delle controversie sorte dopo la morte del ragazzo durante un controllo di polizia riguarda una campagna di crowdfunding lanciata a sostegno dell’agente che ha sparato il colpo fatale. Il suo ideatore, il polemista di estrema destra Jean Messiha, collaboratore di Reconquête, il partito di Eric Zemmour, noto al pubblico per le sue apparizioni nei programmi “Balance ton poste” e “Face à Baba”, ha deciso di bloccarla, e la famiglia del giovane ha sporto denuncia contro di lui.

La raccolta fondi si è conclusa, ha annunciato Jean Messiha in un video su Twitter. Sono stati raccolti oltre 1,6 milioni di euro. La raccolta fondi, destinata alla madre del ragazzo diciassettenne che ha cresciuto da sola, aveva raggiunto circa 400.000 euro entro martedì sera. La campagna GoFundMe, lanciata da Jean Messiha e definita una “vergognosa raccolta fondi” da diverse personalità di sinistra, ha riscosso un successo inaspettato e ha scatenato un acceso dibattito.

Motivi della denuncia
La sera del 4 luglio, l’avvocato che rappresenta la famiglia dell’adolescente deceduto durante un controllo stradale a Nanterre ha annunciato di aver presentato una denuncia. “Oggi è stata presentata una denuncia per frode organizzata, uso improprio di dati personali e ricettazione in relazione a questi reati contro Jean Messiha e tutti coloro che sono stati identificati nel corso delle indagini come coinvolti in tali reati”, ha dichiarato Yassine Bouzrou in un comunicato stampa. Da parte sua, l’iniziatore ha annunciato che anche lui sporgerà denuncia contro la famiglia Nahel per “sfruttamento vergognoso e comunicazione politica diffamatoria e calunniosa”.

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