Mangiava, come se il suo corpo avesse lentamente deciso di scomparire senza chiedere il permesso.
Quattordici giorni in cui il denaro perse il suo potere, in cui la scienza fallì, in cui l’orgoglio di una potente famiglia iniziò a incrinarsi silenziosamente.
Nella villa dei Balmon, dove ogni oggetto brillava più del sole, dove ogni angolo trasudava lusso, c’era qualcosa che nemmeno tutto l’oro poteva nascondere: la paura.
La paura di perdere qualcosa che non si poteva recuperare.
La piccola Sofia Balmon, di sette anni, erede di un impero invisibile, giaceva immobile su un letto troppo grande per il suo piccolo corpo indebolito.
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