Alejandro chiuse il file e fissò lo schermo vuoto del portatile come se, per pura ostinazione, potesse comparire lì l’indirizzo esatto di Mariana.

“Tutto questo si può fare.”

“E un’ultima cosa,” aggiunse.

“Qualsiasi cosa.”

Mariana strinse la cartella al petto.

“Non venire più a cercarmi come se fossi un sogno. Se vuoi far parte della mia vita, dovrai anche vedere le difficoltà. Mia nonna non cammina più bene. Mio fratello è sobrio da un anno, ma abbiamo ancora paura. Lavoro troppo. Torno a casa esausta. A volte mi arrabbio. A volte non ho voglia di parlare. Non sono più la ragazza vicino alla staccionata.”

Alejandro sentì che, per la prima volta dopo tanto tempo, qualcosa dentro di lui smise di inseguire un’immagine e iniziò a trovarsi di fronte a una persona reale.

“Meglio,” disse dolcemente. “Non sono più nemmeno il ragazzo vicino alla staccionata.”

Mariana lo guardò e questa volta sorrise.

Piccola.

Incredula.

Bellissima.

«No. Ora sei un uomo davvero strano, che ha speso milioni di pesos alla ricerca di una donna che una volta gli ha dato mezzo panino.»

Alejandro scoppiò a ridere, una risata che non ricordava nemmeno di aver mai fatto.

«Non era mezzo panino. Mi davi sempre la parte più grande.»

«Perché eri così magro.»

Risero di nuovo, e quella risata ebbe uno strano effetto nell’enorme e freddo ufficio: lo rese abitabile.

Non era un lieto fine da favola.

Non ancora.

Non ci fu un abbraccio immediato, nessuna promessa ripetuta.

C’era qualcosa di molto più prezioso.

La verità.

Quel pomeriggio andarono insieme nella zona sud di Guadalajara.

Camminarono per le strade dove i bambini giocavano con vecchi palloni e le donne portavano le sedie sul marciapiede. Mariana gli indicò le case, i nomi, le storie. Gli mostrò la scuola. La recinzione non era più la stessa, ma un raggio di sole rimaneva sul metallo, dove un tempo un bambino bianco e affamato aveva ricevuto del cibo, senza capire che stava ricevendo anche il suo destino.

Quando arrivarono alla piccola mensa dove Mariana lavorava nel pomeriggio, una vecchia signora chiamò dalla cucina:

“Mari!” Entri o no?

Mariana si voltò a guardarlo.

“Sai lavare i piatti, milionario?”

Alejandro si tolse la giacca.

Si rimboccò le maniche.

E per la prima volta dopo tanti anni, l’uomo il cui futuro valeva 950 milioni di pesos sentì di essere esattamente dove doveva essere.

Non perché avesse finalmente ritrovato Mariana.

Ma perché finalmente aveva capito cosa gli aveva donato quel giorno della sua infanzia.

Non era solo cibo.

Era una direzione.

E mentre la seguiva in cucina, con il vecchio nastro rosso che gli ondeggiava intorno al collo quasi come un secondo polso, Alejandro sapeva che questa volta non sarebbe tornato ricco per sposarla.

Questa volta sarebbe rimasto abbastanza a lungo da meritarsi di poterglielo chiedere un giorno.

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