Oggi è il mio compleanno.
Mi chiamo Anna e sono un medico. Ho passato di nuovo la notte in ospedale.
Ho incontrato sguardi disperati, ho offerto parole di conforto a cuori vulnerabili.
Dietro la mia mascherina, i miei occhi parlavano dove le mie labbra non potevano.
Non c’erano torte, né canzoni, né abbracci.
Solo il pesante silenzio nei corridoi e la fresca alba.
Eppure, quando stamattina ho chiuso la porta di una stanza, mi sono fermata.
Ho fatto un respiro profondo.
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