…Ho capito una cosa con brutale chiarezza: non mi era più permesso essere debole.

Non per ego.
Non per ricchezza.
Per mio figlio.

Si appoggiò al mio petto, respirando con quel ritmo dolce e irregolare tipico dei neonati. Caldo.

Delicato. Perfetto. E mentre lo guardavo, ho capito che Rodrigo non si era allontanato solo da me, ma da tutto questo. Da noi. Da qualcosa che non aveva mai nemmeno provato a capire.

In quell’istante, qualcosa dentro di me si è fermato.

Non si trattava di amarezza.

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