Il mio matrimonio.
La mia famiglia.
Tutto per colpa del mio orgoglio.
Quella notte, tornai a Guadalajara con un senso di vuoto indescrivibile.
Per settimane, cercai disperatamente lavoro.
Vendetti la macchina.
Mi trasferii in una piccola stanza in affitto.
Le notti erano le peggiori.
Il silenzio di quella stanza mi costringeva a ripensare al passato.
Ricordai Lucía che cucinava nella piccola cucina.
Ricordai mio figlio che mi correva incontro quando tornavo a casa dal lavoro.
Ricordai la tristezza negli occhi di Lucía ogni volta che non mi fidavo di lei.
Ogni ricordo era come una spina che mi trafiggeva lentamente il cuore.
Una domenica pomeriggio, decisi di fare una passeggiata nel parco dove portavamo di solito nostro figlio.
Non mi aspettavo di incontrare nessuno.
Ma poi sentii una voce sommessa dietro di me.



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