Con l’aumento dei costi del gas e la crisi energetica, sempre più famiglie ricorrono alle stufe a legna per riscaldare la casa. Tuttavia, questa scelta può comportare gravi conseguenze per la salute, in particolare per l’apparato respiratorio.
Un recente studio condotto dai ricercatori dell’University College London (UCL) ha evidenziato un collegamento diretto tra l’uso delle stufe a legna e un peggioramento della funzionalità polmonare, paragonabile agli effetti negativi causati dal fumo di sigaretta.
Lo studio: 8 anni di monitoraggio su oltre 11.000 persone
I dati provengono da una ricerca presentata al Congresso della European Respiratory Society (ERS) ad Amsterdam. Gli scienziati hanno analizzato la salute respiratoria di 11.000 adulti nel corso di otto anni, all’interno dell’English Longitudinal Study of Ageing (ELSA).
Per misurare la funzionalità polmonare, è stato utilizzato il parametro FEV1 (Volume Espiratorio Forzato nel 1° secondo). I risultati hanno mostrato che chi utilizzava combustibili solidi come la legna presentava un declino più rapido della capacità respiratoria rispetto a chi non li utilizzava, anche considerando variabili socioeconomiche e abitative.
I numeri del declino respiratorio
Tra i partecipanti tra i 70 e i 79 anni, il FEV1 è diminuito in media di 0,12 litri tra chi usava stufe a legna, contro 0,07 litri tra chi non era esposto a combustione domestica.
Questo significa che l’uso regolare delle stufe a legna accelera il deterioramento dei polmoni, soprattutto tra gli anziani, aumentando il rischio di asma, BPCO e cancro polmonare.



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