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Negli ultimi tempi circola online una falsa credenza secondo cui il kefir sarebbe in grado di eliminare completamente l’intolleranza al lattosio, “rieducando” l’organismo a digerirlo. Si tratta di una semplificazione priva di basi scientifiche: è vero che, come già detto, durante la fermentazione i batteri presenti nel kefir riducono in parte il contenuto di lattosio, rendendolo più tollerabile per alcune persone. Ma questo non equivale a invertire o curare un’intolleranza: si tratta di una condizione legata alla carenza di lattasi (un enzima), che può essere congenita o acquisita e che non si “disattiva” con l’assunzione di alimenti fermentati. Ogni persona intollerante al lattosio dovrebbe testare individualmente la propria tolleranza al kefir e consultare un medico o un nutrizionista per valutare il proprio caso.

Controindicazioni e precauzioni nel consumo di kefir

Il kefir è generalmente considerato sicuro per la maggior parte delle persone e ben tollerato anche da chi ha difficoltà digestive. Tuttavia, come per qualsiasi alimento fermentato, ci sono alcune situazioni in cui è bene fare attenzione. Per esempio, chi inizia a consumare kefir per la prima volta potrebbe sperimentare gonfiore, gas o un transitorio aumento della motilità intestinale: questi effetti sono generalmente temporanei e tendono a diminuire con un uso regolare.

Sebbene il kefir contenga livelli molto bassi di lattosio, può comunque causare sintomi in soggetti particolarmente sensibili: in caso di allergia (e non di “semplice” intolleranza), va evitato del tutto. Trattandosi di un alimento contenente microrganismi vivi, se ne sconsiglia il consumo alle persone con patologie che compromettono il sistema immunitario, a meno di parere medico, per il rischio (raro ma possibile) di infezioni opportunistiche (malattie infettive che si sviluppano in persone con il sistema immunitario compromesso, consentendo a microrganismi che normalmente non causano problemi a individui sani di causare malattie). In caso di diarrea forte, infezioni intestinali o intestino molto irritabile, l’introduzione di kefir può peggiorare temporaneamente i sintomi: in questi casi, è meglio reintrodurlo solo in fase di recupero.

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